Monografia anno 2021
Il mio mondo
Dieci anni, dieci anni di vissuto quotidiano sono importanti: raccontano una crescita che, dopo una certa età, non riguarda più il corpo ma la dimensione intellettuale. Almeno, spero…
Dieci anni, nella carriera di un artista, sono altresì importanti.
Una cara amica, Adelina Rodolico Gariglio, tempo fa mi diceva che ogni dieci anni un artista si evolve e, dopo i quarant’anni, dà il meglio di sé.
In questo volume sono raccolte 74 opere che raccontano la mia pittura dalla fine del 2009 ai giorni nostri. La monografia è anche dedicata a tutti gli amici che in questi anni hanno seguito il mio lavoro e hanno commentato le mie opere; sento di dover esprimere loro tutta la mia stima e la mia gratitudine.
Un particolare ringraziamento va alla dott.ssa Cinzia Tesio. Analizzando le mie opere e la mia pittura è riuscita a comprendere la mia personalità, i miei pensieri e i miei sogni.
C’è stato un momento nel 2009 nel quale, dopo quasi un decennio di pittura a olio caratterizzata dall’uso della spatola, mi sono reso conto che non ero soddisfatto dei risultati; mentre da un lato la spatola consente di ottenere colori brillanti, dall’altro impedisce di rappresentare particolari che, invece, il pennello permette di ottenere. Non che io sia un disegnatore minuzioso, tutt’altro: guardando da vicino il mio lavoro si vede che non curo particolarmente i dettagli. Ma sentii il bisogno di ritornare al pennello e cercare nuove soluzioni.
Negli ultimi tempi, infine, ho scoperto il piacere di sfumare le tinte usando del solvente, tanto da confondere chi osserva inducendolo a chiedersi se non si tratti di acquarelli.
Il bisogno di rappresentare il mio mondo su un piano astratto risale a quand’ero bambino. È stato sempre un chiodo fisso; anni e anni di prove, che non sono ancora terminate. Non amo riprodurre realisticamente ciò che vedo. Una mia Venezia, confrontata con una foto del luogo, potrebbe deludere chi lo conosce bene. Mi lascio spesso guidare dal processo creativo: una finestra qui o là, un comignolo che non è presente nella realtà, un palo in più. Simboli, elementi iconici che creano un cortocircuito all’idea del posto. La mia pittura è così, improvvisazione e simbolismo. Stravolgere la realtà non ha importanza per me, mentre cerco di raggiungere il mio obbiettivo.
Ne esce un mondo un po’ astratto fatto di piani che tagliano lo spazio orizzontalmente o verticalmente, di alternanze tra sovrapposizione e sezionamento della prospettiva, di macchie e sfumature di colore.
Questo è il mio mondo.
Alex Bertaina










